Abstracts-Poster


Sustainable Project Management: giving shape to Sustainability in Projects – Alessandro Pompei (Università “Sapienza” di Roma – DIAG)

In questo periodo storico, centrare l’obiettivo dello sviluppo sostenibile di un business o di progetti di innovazione è una delle questioni chiave e uno degli obiettivi più impegnativi per le aziende.
La sostenibilità è considerata un processo che crea una visione collettiva che rispetti l’uso prudente delle risorse naturali per garantire che le generazioni attuali possano raggiungere un elevato grado di sicurezza economica preservando l’integrità del sistema ecologico e della vita.
Le attività di project management non fanno eccezione. Attualmente ci sono molte realtà che fanno ampio uso dei principi di sostenibilità durante le fasi del progetto, ma una teoria unificata non è stata ancora costruita. Questa ricerca mira a studiare l’integrazione effettiva e potenziale delle pratiche di sostenibilità nello sviluppo di metodologie innovative di gestione dei progetti. Dal punto di vista accademico questo è chiamato Sustainable Project Management.
Quindi, la ricerca vuole rispondere alle seguenti domande: Cos’è la gestione sostenibile dei progetti? Quali sono i fattori chiave che definiscono questa nuova prospettiva di project management e come potrebbero essere sviluppati e implementati formalmente nelle aziende?
Per fare ciò, abbiamo già studiato la letteratura in materia e definito un nuovo framework. Abbiamo anche pianificato di raccogliere dati e informazioni “sul campo” attraverso interviste semi-strutturate a project manager, che stanno lavorando in aziende che si distinguono per la loro forte connessione con il mondo della sostenibilità. Dal punto di vista pratico, i soggetti principali di questa ricerca sono le aziende che lavorano su progetti innovativi; i progetti che consumano grandi quantità di materiali ed energia e i loro benefici e risultati hanno un impatto permanente sull’economia, sulla società e sull’ambiente. Per molte di queste aziende, la sostenibilità è ancora vista come un peso, una questione di responsabilità nei confronti della regolamentazione, mentre questa nuova prospettiva di gestione dei progetti aiuterà le aziende a concentrarsi sulle nuove opportunità commerciali offerte dall’integrazione dei principi di sostenibilità all’interno dei propri processi aziendali.


Gestione Forestale Sostenibile: un approccio critico in due regioni d’Europa Giuseppe Brugaletta (Unitersità di Catania)

Oggi il riscaldamento globale e il cambiamento climatico sono questioni che necessitano di soluzioni in grado di mitigare gli inquinanti e di adattarsi al benessere sociale, economico e ambientale.
L’ambito del progetto è quello di trovare una soluzione nel contesto di una Gestione Forestale Sostenibile al fine di creare il “Ciclo a impatto zero”.
Le foreste sono formate da alberi che immagazzinano carbonio da anidride carbonica, rimuovendolo dall’atmosfera. La gestione sostenibile delle foreste permette di mantenerle al punto di massima crescita, ottenendo un assorbimento continuo. Il legno può essere utilizzato come materiale classico o innovativo e alla fine del ciclo di vita può essere ancora riciclato o usato per produrre bioenergia dalla biomassa. Ciò consente la sostituzione dei combustibili fossili con combustibili più sostenibili.
Gli stakeholder interessati al progetto si trovano nelle regioni dell’Europa meridionale, in particolare, Paesi Baschi e Sicilia, e sono interessati a valutare il potenziale derivante da uso pratico della Gestione Forestale Sostenibile. Prima di tutto, il progetto vuole analizzare la situazione attuale delle foreste in questi siti e la loro politica di gestione, evidenziandone i punti di forza e di debolezza. Comparando i dati disponibili nella letteratura scientifica, le opportunità derivanti dalla Gestione Forestale Sostenibile sono state analizzate in modalità quantitativa e grafica stimando i vantaggi economici, sociali e ambientali.
I risultati hanno mostrato che, nei Paesi Baschi, il concetto di gestione forestale sostenibile è praticabile con margini potenziali per un’ulteriore crescita.
Grandi potenziali sono stati riscontrati in Sicilia, dove la gestione forestale potrebbe portare a benefici significativi, ma vi sono ancora lacune sia nel concetto di gestione sostenibile che nella gestione dei dati forestali. In futuro, la seconda fase del progetto potrebbe portare allo sviluppo di un contesto strutturato atto a colmare le lacune e ad avviare un’efficiente Gestione Forestale Sostenibile in Sicilia.


Verso strade sostenibili attraverso strati ad alto contenuto di RAP – Antonio Roberto; Francesco Preti; Beatriz Chagas Silva Gouveia; Stefano Noto (Università di Parma – Dip. Ingegneria e Architettura)

Al giorno d’oggi, è ampiamente riconosciuto che il cambiamento ambientale e climatico sta colpendo tutti noi. Le emissioni di CO2 e la necessità di estrarre materiali vergini limitano le possibilità di sviluppare un efficiente sistema di trasporto su strada.
Negli ultimi decenni, la comunità scientifica della pavimentazione ha iniziato a studiare pratiche sostenibili per costruire e mantenere strade. Le pavimentazioni stradali sono abitualmente suddivise in 2 macro-famiglie: rigide e flessibili, entrambe costruite sovrapponendo diversi strati, ognuno con un diverso ruolo nella struttura, e ciascuno caratterizzato da uno specifico comportamento meccanico. Il nostro gruppo di ricerca si è concentrato sui pavimenti flessibili. Durante le attività di manutenzione, i processi di scarificazione e macinazione producono molto materiale di scarto, denominato pavimentazioni in asfalto rigenerato (RAP). Questo vecchio materiale può essere pieno di risorse in quanto può essere utilizzato per costruire nuovi strati di pavimentazione sostenibili.
Questo importante obiettivo è raggiungibile eseguendo due tipi di attività di riciclaggio: caldo e freddo. Ci sono molte differenze tra le due tecniche, ma l’importante punto comune è l’alto riutilizzo del RAP.
Queste attività di riciclaggio consentono di ridurre le emissioni di CO2, poiché il numero di trasporti dal sito agli impianti viene ridotto, poiché la maggior parte delle volte le attività di riciclaggio vengono eseguite sul sito. Allo stesso tempo, anche l’utilizzo delle materie prime è ridotto. Il nostro obiettivo è progettare pavimentazioni con elevato contenuto di RAP e garantire prestazioni comparabili a quelle basate su materiali vergini. Se questo tipo di tecniche diventasse una pratica comune in tutto il mondo, sarebbe possibile risparmiare molta energia e ridurre radicalmente le emissioni di CO2, sia per la costruzione di nuove pavimentazioni, sia per i lavori di manutenzione e rifacimento.


SMART BUS SHELTER: dal concetto di luogo statico di attesa a quello di interazione persona/ente – Prof. Giovanni Bosco (Liceo Scientifico Agnelli – Torino)

Il Progetto Smart Bus Shelter prevede lo sviluppo di un insieme di tecnologie, software e hardware, interagibili fra loro, finalizzate alla realizzazione di una pensilina “intelligente”, che aiuti l’utente nella sua mobilità quotidiana.
L’idea è nata con uno scopo sociale ben preciso: realizzare un’isola di attesa in grado di riconoscere e dialogare con un ipovedente ed aiutarlo nella sua mobilità. La pensilina potenzia la sua funzione primaria e diventa assimilabile ad un computer in cui convergono e vengono smistate informazioni di diversa natura: dati personali, orari, percorsi, prenotazioni ed altro.
Con l’avanzamento del lavoro ci siamo accorti che questo progetto non aiuta solo le persone diversamente abili ma anche tutte le altre persone normodotate che prendono i mezzi quotidianamente. Alla base vi è un innovativo sistema di gestione dell’utenza basato sui TAG RFID.


Tecnologie ICT come risposta alla sfida per un sistema cibo più intelligente e sostenibile Gaia Codeluppi – Università di Parma (Dip. di Ingegneria e Architettura – Laboratorio Internet of Things (IoT))

Crescita della popolazione mondiale, mutazioni del clima, fame dei paesi poveri: queste sono solo alcune delle forze che spingono il sistema del cibo (e i processi di produzione agricola) a evolvere verso tecnologie nuove, maggiormente produttive, sostenibili e verdi (ad esempio, agricoltura a
ambiente intelligente). Dal punto di vista di numerose organizzazioni (ad esempio la FAO – Food and Agricultural Organization), l’adozione di Information and Communication Technologies (ICT’s) è un facilitatore chiave dell’evoluzione del settore agroalimentare; termini come Smart Farming (SF) e Smart Agriculture (SA) sono divenuti pertanto sempre più popolari. Effettivamente, l’adozione di tecnologie ICT (come Internet of Things, IoT) per la raccolta dei dati, combinata con l’utilizzo di strumenti di analisi avanzata dei dati (come gli algoritmi di Artificial Intelligence, AI),
migliorerà in modo significativo la gestione delle Farm, rendendole Smart”. In questo poster presentiamo come, in uno scenario futuro, sistemi di raccolta dati dedicati IoT possono essere integrati con tecnologie AI, per supportare lo sviluppo di Smart Farm estremamente produttive e Environment-friendly. Per esempio, attraverso la raccolta e analisi dei dati di informazioni relative alla Farm, come la composizione del terreno di un campo (in termini di micronutrienti, acqua, presenza di infestanti e livello dei fertilizzanti) in una Smart Farm totalmente supportata da IoT/AI, sarà possibile: ridurre lo spreco di risorse e azioni superflue (ad esempio, innaffiamento, fertilizzazione e trattamento degli infestanti), fornire alle piante soltanto i livelli ottimali per assicurare una crescita corretta; e predire possibili malattie delle piante. I notevoli vantaggi apportati dalla introduzione delle ICTs non sono ristretti al risparmio di denaro e di materiali primari, ma includono anche benefici per gli esseri umani, come: distribuzione di cibo più sano e più nutriente (prodotto da raccolti ottenuti con minori quantità di pesticidi, per esempio); e la protezione di risorse naturali, come acqua, foreste e territorio.