Alessandro Artuso

Il New Maternity Hospital di Kuwait City è costruito secondo i più moderni criteri improntati alla sostenibilità. Ci descriva un esempio significativo,

L’ospedale, tra le tipologie edilizie, è uno dei manufatti a più alto consumo energetico. Questo è intrinsecamente dovuto all’impiantistica presente e, più in generale, alle funzioni che l’ospedale deve assolvere.

Nel nostro progetto, oltre a seguire le prescrizioni del protocollo LEED, abbiamo scelto di curare in particolare la gestione impiantistica.

La sfida nel caso dell’ospedale consiste nel combinare molteplici soluzioni per così dire “sotto lo stesso tetto”.

I sistemi utilizzati sono stati svariati, dall’impianto fotovoltaico e di solare termico, a facciate e impianti energeticamente performanti, al sistema pressurizzato di raccolta rifiuti. Infatti molte tecnologie e soluzioni che abbiamo applicato sono già disponibili nelle pratiche costruttive correnti.

In particolare, è stato progettato e installato un sistema di monitoraggio e controllo di tutti gli impianti elettromeccanici.

Il sistema, con notevole flessibilità, modula vari scenari a seconda del reparto e dell’ora del giorno.

E’ possibile modulare le luci e cambiare i parametri di raffrescamento quando il reparto non è occupato, ad esempio per gli ambulatori durante la notte.

Oltre al lato “attivo”, è fondamentale il lato del monitoraggio degli impianti. La centrale di controllo consente di acquisire dati sul funzionamento di tutti i sistemi dell’ospedale.

Questo permette di programmare le manutenzioni e di analizzare i dati di utilizzo per individuare potenziali risparmi energetici.

L’approccio utilizzato segue l’idea che l’efficienza è la prima fonte di energia.


La città è sempre più abitata mentre la campagna viene sempre più abbandonata. La città quindi è più sostenibile a dispetto della campagna? Non è una contraddizione?

In effetti la maggiore densità di popolazione delle città consente una rete di servizi più efficiente anche in termini di sostenibilità, che sia la gestione dei rifiuti, i trasporti o in generale la distribuzione efficiente delle risorse.

Tuttavia drammatici esempi come la crisi dei rifiuti di Karachi (Pakistan) dimostra che la gestione dei servizi è essenziale.

Al contrario, la dispersione geografica della campagna rende molto più difficili e costosi, quindi meno sostenibili, molti servizi.

Penso che la contraddizione è evitabile nella misura in cui città e campagna hanno bisogno di soluzioni diverse, la stessa ricetta non può funzionare applicata ovunque.


Pensando alla sostenibilità come a qualcosa che investa tutto e non solo l’ambiente, esiste una diversa sostenibilità per ogni cultura?

Sicuramente la cultura può essere una leva fondamentale per diffondere processi di sostenibilità in paesi anche molto diversi.

D’altro canto, è chiaro che alcune pratiche di sostenibilità dovranno essere più spinte in ambienti con caratteristiche specifiche.

Si pensi ad esempio all’utilizzo dell’acqua: per paesi maggiormente piovosi ci si può limitare ad un ciclo che restituisca in ambiente acque potabili; in ambienti con piovosità scarsa o nulla invece si dovrà porre l’attenzione, oltre che sulla potabilità, banalmente sulla riduzione dei consumi ad ampio spettro.

D’altro canto esistono risorse che trascendono il locale, si pensi ad esempio alla qualità dell’atmosfera. In questo senso gli effetti dell’inquinamento non hanno confini.

Certamente diverse culture (più propriamente diversi ambienti) potranno declinare in maniera diversa simili concetti di sostenibilità,

E’ ormai indubbio che la sostenibilità, pur con declinazioni diverse, debba diventare un patrimonio comune attraverso le culture, di pari passo con lo sviluppo economico e la maggior capacità di incidere sull’ecosistema.


In un futuro di sovrappopolazione come evolverà il concetto di sostenibilità nelle costruzioni?

Con l’ulteriore crescita della popolazione la sostenibilità diventerà sempre più importante.

A mio parere, ciò costringerà ad una migliore gestione delle risorse nelle costruzioni; soluzioni, attualmente viste come innovative e specialistiche, dovranno diventare pratiche comuni.

Mi riferisco in particolare alla visione di edificio e materiali dalla culla alla tomba, alla riduzione degli sprechi (lean construction) e alla flessibilità del manufatto per garantire una maggiore vita utile.