Seminari, webinar, news,  networking ed altro ancora incentrato sul tema della sostenibilità.

WEBINAR


Sustainable PM processes – 24 luglio 2019

Il webinar sarà in italiano. Per partecipare al webinar occorre registrarsi al seguente link: https://register.gotowebinar.com/register/2517839146480922635

Sostenibilità è la “hot keyword” del Project Management italiano nel 2019 e il tema centrale del 3° Forum Nazionale di Project Management dei PMI Italy Chapters di ottobre a Milano. La sostenibilità è legata allo sviluppo e al cambiamento, di cui i progetti sono lo strumento principale di attuazione. Di sostenibilità si può parlare con diverse accezioni. Alla base un principio comune: fare progetti che trasformino risorse e impegno in unità di risultato in modo efficiente, che cioè “stiano in piedi” e contribuiscano a “far stare in piedi” l’ecosistema di riferimento, di business o ambientale.

Il webinar propone l’intervento di Marco Caressa, Software architect & engineer, UNI 11648, UNI 11506, PMP, PMI-ACP, Scrum Master, che ci porterà a condividere che il Project Management efficace ed efficiente non può che essere sostenibile.


Principi di sostenibilità ambientale  nel ciclo di gestione di un progetto – 19 aprile 2019

Il 19/04/2019 il NIC del PMI ossia il Chapter Nord Italia del Project management Institute ha realizzato un webinar sulla  sostenibilità ambientale  nel ciclo di gestione di un progetto. L’agenda del webinar è la seguente:

  • Impatto ambientali ed altri fattori esterni
  • Modello di sviluppo sostenibile
  • Sistemi di gestione ambientale
  • Panoramica dei certificati verdi
  • Approvvigionamenti Green
  • Strumenti: ERoEI, KEI – Principali indicatori ambientali, impronta (footprint) ecologica
  • IoT per monitoraggio e controllo ambientale

NEWS

Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile rappresenta il principale contributo italiano alla Settimana europea dello sviluppo sostenibile (Esdw) e si svolgerà per  17 giorni, dal 21 maggio al 6 giugno 2019. Il Festival prevede una serie di eventi come seminari, convegni, workshop, mostre, spettacoli, presentazioni di libri, manifestazioni di valorizzazione del territorio con il principale obiettivo di richiamare l’attenzione sia sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile , sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030 (dall’educazione alla finanza, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire il percorso verso la sostenibilità)


Il futuro degli investimenti è sostenibile (fonte: Il Sole 24 ore)

Interessante articolo pubblicato sul Sole 24 ore in merito alla crescita degli investimenti sostenibili. Attualmente i dati sull’impatto ambientale, sociale e di governance (fattori ESG) possono avere effetti determinanti sulle perfomance degli investimenti. La domanda relativa ad investimenti sostenibili crescerà rapidamente nei prossimi dieci anni. Per approfondimenti vedi articolo al seguente link


Sostenibilità Sociale

Alcuni degli obiettivi di sostenibilità che l’ONU si è dato sono riassumibili nella sostenibilità sociale, intesa come capacità di garantire condizioni di benessere umano: sicurezza, salute, istruzione, democrazia, partecipazione, giustizia, coesione sociale.

Il modello centralista statale di sostegno sociale è andato in crisi a causa dei costi e si è affacciato in alcune società un nuovo modello nel quale l’ente pubblico, i soggetti privati, il terzo settore colmano tutti assieme i buchi lasciati aperti (per la sanità, le pensioni, i sussidi, l’istruzione, ecc).

Le aziende private dedicano alle misure di sostegno ai dipendenti, nella contrattazione di secondo livello, risorse via via più rilevanti; il cosiddetto terzo settore è diventato più efficace con le imprese sociali, le coop, le fondazioni. Altro contributo all’obiettivo viene dato da una adeguata infrastrutturazione cittadina di una piattaforma di incontro tra i bisogni e le disponibilità  in cui il portatore di bisogni non si sente umiliato di ricevere sostegno, proprio perché può scambiare servizi: ad esempio la signora pensionata che cura i bambini del palazzo e poi chiede ai loro genitori di portarle la spesa a casa per non fare lei le scale.

Alcune aziende già oggi si vedono parte attiva di questa trasformazione culturale e cresce via via in loro la consapevolezza di essere un centro di competenze e risorse da coinvolgere e attivare.

Si comincia a parlare di sussidiarietà circolare dopo aver trattato per anni di sussidiarietà verticale (ad es. il decentramento amministrativo) od orizzontale (dove il timone è però in mano all’ente pubblico, che spesso è costretto a conformarsi al regime del massimo ribasso). La sussidiarietà circolare, invece, è l’evoluzione possibile e consiste in una sorta di triangolo delle co-attivazioni: il settore pubblico, la business community e il mondo della società civile organizzata interagiscono tra di loro sulla base di protocolli stabiliti per definire le priorità di intervento sociale, e per trovare le modalità di gestione più efficaci per raggiungere gli obiettivi condivisi. Oggi ci sono esempi virtuosi di applicazione di questa interazione in alcuni comuni e in regioni come la Toscana, il Trentino e l’Emilia Romagna. Considerata la bontà dell’idea, la sua realizzazione e declinazione secondo le diverse culture è ormai un problema organizzativo dove l’applicazione di modelli noti consentirebbe di raggiungere gli obiettivi nel giusto tempo, senza sprechi di soldi e con la qualità che richiederebbe la sostenibilità. Un terreno del Project Management.

Rif: IlSole24Ore ; SDG


Project Stories: il racconto di un’esperienza

La sostenibilità, tema del Forum 2019 che si avvicina, è una pratica già in uso in talune organizzazioni; è qualcosa di molto pratico e non una mera elencazione di desideri astratti e obiettivi irraggiungibili.

Per rafforzare questa convinzione abbiamo raccolto dai molti sponsor e volontari project managers del NIC  alcune storie di sostenibilità anche nella convinzione  che ciò fornirà un contributo significativo al dibattito del Forum.

Paolo Breglia, neo volontario del CIC che collabora a varie attività tra cui la definizione dell’agenda, degli speaker e dei contenuti degli interventi, ha coordinato il team di volontari che ha selezionato le project stories più rappresentative del  tema della sostenibilità così come declinato dal FORUM.

Gli abbiamo fatto qualche domanda in particolare su questa ultima attività.

1. Perché è nata l’esigenza di fare una raccolta di project stories?

L’obiettivo della raccolta è quello di far conoscere e condividere con i partecipanti al Forum PMI 2019 le esperienze reali “sul campo” dei project managers che hanno interpretato in modo “sostenibile”  tale ruolo.

Esperienze che sicuramente potranno diventare spunti, idee, motivo di riflessione e di indirizzo per il progetto che saremo chiamati a condurre nel prossimo futuro.

2. Parlaci del processo di selezione e dei criteri adottati nella scelta delle project stories .

Il processo di selezione è stato ideato, con molta cura, per garantire un risultato adeguato, nella  massima libertà ed equanimità di giudizio,  in considerazione  delle tempistiche ristrette richieste dal  processo stesso   e della complessità, per i proponenti, nel  sintetizzare “in poche righe” le loro esperienze di PM, riviste  nell’ottica della sostenibilità.

La selezione è stata svolta in modo totalmente anonimo da parte dei valutatori, basata su quattro criteri definiti e condivisi prima del lancio della Call for Papers e orientati a premiare l’originalità, la congruenza e la qualità dell’esposizione.

Solamente io ero a conoscenza della relazione autore-paper e non ho, ovviamente, partecipato in alcun modo alla selezione.

Il team ha espresso la propria valutazione quantitativa basata su tali criteri per tutte le ventuno Stories pervenute, in modo simultaneo e totalmente indipendente. Abbiamo poi provveduto a integrare tutte le valutazioni numeriche e a stilare una graduatoria generale. Sui primi sei classificati (che in realtà hanno avuto un distacco significativo rispetto ai restanti) è stato aperto un tavolo di discussione e confronto sulle riflessioni e le motivazioni che hanno portato ad apprezzare l’uno o l’altro aspetto dei vari paper.

Il lavoro di questo tavolo ha portato alla individuazione di tre Project Stories da presentare al Forum 2019 suggerendo al board comunque la valorizzazione delle altre tre escluse nel percorso di avvicinamento all’evento inter Chapter.

 Anche questa fase della selezione è stata svolta con un totale anonimato sugli  autori delle stories.

3.  Si può parlare di sostenibilità per temi non ambientali?

Senz’altro le declinazioni del concetto di “sostenibilità” sono molteplici: ambientale, economica, sociale, psicologica etc…; a mio parere, tutte possono trovare un riscontro ed una interpretazione anche nel “mestiere” del PM ed essere oggetto di attenzione durante la conduzione di un progetto, qualunque esso sia.

4. La tecnica di progettazione, così come intesa dal PMI, è indipendente dall’ambito di progetto. Cosa è quindi la sostenibilità per un project manager?

Dalla mia personale esperienza e dagli spunti di arricchimento che ho colto nelle project stories proposte, credo che sia “avere cura” delle persone, impegno costante  a rendere il  progetto “sostenibile” in termini di risultati, di impegno fisico e psicologico, di soddisfazione, di crescita professionale, di compatibilità con gli impegni familiari e sociali, di impatto nell’ambiente e nella vita quotidiana,  per TUTTI gli stakeholder coinvolti.

Un progetto è senz’altro descrivibile in termini di Tempi, Costi, Qualità, Scope… ma, in realtà, la sua sostanza sono tutte le risorse che esso coinvolge. Usando, forse in modo improprio, un insegnamento di Don Milani, direi “I care”: se ne ho cura, lo rendo sostenibile.

Angelo Leva, PMP Volontario del NIC

Intervista a Walter Ginevri

Walter Ginevri è stato Presidente del Project Management Institute – Northern Italian Chapter ed è attualmente membro del board della PMI Educational Foundation (PMIEF). Insieme a Carlo Notari, altro ex Presidente del PMI-NIC, ha ideato, creato e messo a disposizione, tramite il sito PMIEF, un kit per la diffusione del linguaggio progettuale nella scuola primaria. A riprova del successo globale, oggi, questo kit è disponibile in ben 15 lingue, incluso il cinese, l’arabo e lo swahili. Walter Ginevri dice di sé stesso: “La base della mia esperienza è la consulenza, la formazione e il coaching. Ciò che mi appassiona è aiutare le aziende a diventare più efficienti in virtù di un approccio al project management di tipo multidisciplinare, multiculturale e multimediale. Mi appassiona anche aiutare i project Manager, soprattutto i più giovani, ad essere davvero fieri della loro professione grazie alla capacità di imparare, disimparare, imparare di nuovo. Dopo quattordici anni di volontariato per il PMI e la sua Fondazione, essi rappresentano la mia seconda famiglia, sia perché hanno cambiato la mia vita pubblica e privata, sia perché hanno voluto gratificarmi al di là dei meriti conferendomi il titolo di PMI Fellow nel 2016.”

In occasione del PM Forum 2019 di ottobre a Milano rivolgiamo a Walter qualche domanda.

1. Quali sono le opportunità da cogliere partecipando al Forum 2019 di ottobre e cosa rappresenta nella nostra società un evento del genere?

A fronte di una vastissima offerta di eventi, seminari e workshop tematici, credo che la scelta debba essere ispirata più dal bisogno di farsi domande, che da quello di trovare risposte. Dico questo, in quanto ritengo che ciò che serve di più ad un project manager non sia tanto la conoscenza dell’ennesimo approccio/strumento con cui fare le cose, quanto la consapevolezza di ricoprire un ruolo cui viene chiesta sempre più la capacità di affrontare situazioni complesse e saper guardare oltre i vincoli tipici associati ad un qualunque progetto. A mio avviso, quello della “sostenibilità” non è un tema di moda, bensì uno dei vincoli con cui le aziende dovranno sempre più saper fare i conti se vorranno restare competitive. In tale contesto evolutivo, visto che i progetti sono il principale mezzo per mettere in atto una qualunque strategia, i project manager devono iniziare a domandarsi in che modo gli obiettivi di sostenibilità possano essere dichiarati in un project charter, incorporati nella soluzione da realizzare e verificati in termini di benefici generati. Pertanto, chi volesse cominciare a porsi tali domande e confrontarsi con coloro che da tempo stanno affrontando questo tema chiave per le aziende e per la società, farebbe bene ad iscriversi al PM Forum 2019. Io, di sicuro, ci sarò. 

2. L’agenda 2030 dell’ONU stabilisce 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e di miglioramento da ottenere entro il 2030. Quali sono i punti di contatto col PM Forum 2019?

In occasione del 50° anniversario dalla sua fondazione, il PMI ha invitato i propri soci, e i PM più in generale, a spendersi in iniziative di volontariato legate ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) stabiliti dalle Nazioni Unite. La risposta è stata più che entusiastica, visto che il target iniziale di 50.000 ore è stato raggiunto in pochi mesi e siamo ormai molto vicini al superamento della soglia delle 100.000 ore. Personalmente sono convinto che non si tratti di una coincidenza, bensì della precisa volontà del PMI di porre al centro della propria attenzione il tema della sostenibilità dei progetti. Tutto ciò, offrendo approcci innovativi capaci di assicurare il giusto bilanciamento fra le tre principali direttrici ovvero: persone, profitto, pianeta (3P Sustainability). Tornando al tema scelto per il PM Forum 2019, ritengo anche in questo caso non si tratti di una coincidenza, quanto della volontà dei tre Chapter Italiani di essere fra i più autorevoli testimoni di uno dei fattori distintivi del PMI che è quello di pensare globalmente e agire localmente (thinking globally, acting locally).

3. Educare la gioventù è un’azione sostenibile in quanto ciò che si apprende da giovani dura nel tempo. Cosa ne pensa e cosa può fare la comunità dei project manager per l’educazione?

Avendo collaborato con centinaia di docenti e studenti di ogni ordine e grado nel corso di più un decennio, ho maturato la convinzione che la scuola rappresenti la “palestra ideale” per un project manager interessato a crescere come persona e come servant leader. Potrei portare diversi argomenti e testimonianze a sostegno di questa mia affermazione ma, vista la brevità imposta dall’intervista, preferisco rivolgermi agli interessati suggerendo loro il libro che ho avuto il piacere di scrivere assieme a Bernie Trilling, un altro appassionato “costruttore di ponti” fra education e project management. Preciso che il libro è pubblicato dalla PMIEF alla quale vanno tutti i proventi generati dalle copie vendute.

4. Nel PM Forum 2019 sono coinvolti tanti project manager che forniscono il loro contributo all’organizzazione dell’evento come volontari. Cosa rappresenta il volontariato nella comunità del PMI?

La prima risposta che mi viene in mente è quella di uno degli slogan del PMI che ho apprezzato di più e che dice: “What is PMI? I am”. Quello che mi sento di aggiungere nei confronti di coloro che stanno svolgendo o contano di svolgere attività di volontariato per il PMI e i suoi Chapter, è che si riceve più di ciò che si dà, sia dal punto di vista umano, sia da quello professionale. Anche in questo caso, devo scegliere la brevità della risposta e mi limito quindi a testimoniare che, dopo aver lasciato l’azienda multinazionale presso cui lavoravo nel 2004, ho avuto la possibilità di avviarmi alla libera professione grazie al networking del PMI e ai tanti contatti che hanno generato più del 70% di nuove opportunità professionali.

5. In Italia il PMI è organizzato in tre Chapter:  Northern Italy Chapter, Central Italy Chapter e Southern Italy Chapter. Qual è il valore della collaborazione dei tre Chapter all’organizzazione del PM Forum 2019?

L’Italia, assieme a Germania e Spagna, è tra i pochi paesi in Europa ad avere più di un Chapter. Se per alcuni ciò rappresenta un elemento di debolezza, l’esperienza italiana è ormai ampiamente riconosciuta come un “benchmark” a cui ispirarsi, visto che l’inizio di tale collaborazione alcuni anni fa ha portato ad una crescita costante dei soci per tutti i tre chapter, oltre al più alto tasso di retention detenuto dal NIC negli ultimi tre anni.

Riferimenti:

Forum PMI-2019

Sustainable Development Goals

PODCAST – Intervista a Stefano Acbano sulla sostenibilità nei Grandi Progetti